Un piccolo processo “costruttivo”

Secondo la "legge della conservazione della massa" della meccanica enunciata da Antoine-Laurent de Lavoisier (Parigi, 26 agosto 1743 - Parigi, 8 maggio 1794): "nulla viene creato, nulla viene distrutto, tutto viene trasformato". La teoria riprende il pensiero dei fisici pluralisti della filosofia greca che credevano che "nulla viene dal nulla": in sostanza l'unione degli elementi crea (apparente) vita e la separazione degli elementi causa (apparente) morte.
In effetti, Lavoisier, usando una semplice bilancia, ha notato che in un esperimento in cui vengono combinate varie sostanze, il peso della massa del nuovo prodotto ottenuto è uguale alla somma dei pesi delle masse dei reagenti: non c'era dispersione né aumento di massa, ma il nuovo prodotto era qualcosa di completamente diverso dalle sostanze utilizzate inizialmente.
Quasi un secolo dopo, precisamente nel 1862, Louis Pasteur (Dole, 27 dicembre 1822 - Marnes-la-Coquette, 28 settembre 1895), nel tentativo di aumentare la qualità della birra francese rispetto alla birra tedesca, scoprì che funghi e muffe cresciuti all'esterno dei tini della birra durante la fermentazione a 20° C, potevano essere eliminati portando la birra a una temperatura di 50/55° C e poi raffreddandola. Questo processo di riscaldamento e raffreddamento del cibo, venne chiamato pastorizzazione. La stessa tecnica fu usata in seguito dall'esercito di Napoleone III per trattare il cibo delle truppe ed ottenere una migliore conservazione nel tempo.
Seppur con finalità diverse, Gaulin lavorò allo sviluppo di un macchinario per il trattamento dei prodotti caseari, in particolare latte e burro. Infatti, nel 1901 presentò alla Fiera Mondiale di Parigi l'omogeneizzatore.  Nel latte, ad esempio, l'omogeneizzazione ha la finalità di impedire la naturale separazione delle sostanze che compongono il prodotto stesso. Infatti, le molecole di grasso presenti nel latte tendono ad accumularsi nella parte alta (affioramento), mentre l'acqua tende ad accumularsi verso il basso.
L’omogeneizzatore, sottoponendo il latte a forti e repentine cadute di pressione, causando la frammentazione delle particelle di grasso in piccolissime parti, aumentando così la loro stabilità in emulsione col liquido.
All'inizio il successo dell'omogeneizzazione del latte fu molto limitato ma, in seguito, favorì l’ottenimento di un prodotto più digeribile ed un conseguente miglioramento delle caratteristiche organolettiche (aspetto e palatabilità).
In breve, similarmente al quanto scoperto da Lavoisier, il processo deve distruggere le molecole per assemblarle in un nuovo prodotto con caratteristiche migliorative.
Nel caso del latte, l'omogeneizzazione consente di aumentare la shelf-life e la digeribilità senza alterarne le caratteristiche e senza aggiungere conservanti o stabilizzanti chimici: infatti ogni litro di latte si traduce completamente in un litro di latte omogeneizzato, senza nessuna aggiunta. Con l'omogeneizzazione, nulla è stato aggiunto, nulla è stato rimosso, è stato solo trasformato e migliorato il prodotto: il risultato è eccezionale!
FBF Italia produce gli omogeneizzatori della serie Buffalo nel rispetto delle più severe normative sanitarie, anticipando la domanda del mercato e le esigenze dei clienti. Ogni macchina è sottoposta ai test più impegnativi per garantire la massima qualità ai nostri clienti, sia per funzionalità meccaniche che per caratteristiche del prodotto trattato. Inoltre, un'installazione semplice e veloce, fa degli omogeneizzatori della serie Buffalo il macchinario perfetto da integrare nelle linee di processo alimentari nuove oppure già esistenti.
Contatta il responsabile di zona per fissare un appuntamento e ottenere tutti i dettagli tecnici e commerciali sulle macchine FBF Italia!
 
 
This site uses cookies. By continuing to browse the site, you are agreeing to our use of cookies.